Lettera aperta a Giuliano Ferrara

Giuliano, sinceramente, mi fai pena.

Giuliano Ferrara
Foto by lucacicca

Visto che non sono un giornalista né un politico, posso dirti quello che penso, senza dovermi preoccupare troppo del giudizio altrui:

Nella tua vita hai fatto abortire diverse tue compagne, o comunque ti sei disinteressato della loro sorte. Il tuo comportamento è stato sbagliato, o comunque sia, cosa più importante, tu lo ritieni tale. Il pentimento per quei gesti è un tuo diritto e in un certo qual modo ti fa anche onore.

Posso capire che ritrovarsi a 56 anni senza eredi possa essere sconfortante, soprattutto ripensando alle donne che hai abbandonato; non ho idea se tu abbia una compagna attualmente oppure no, né mi interessa particolarmente la tua attività sessuale o le tue potenzialità riproduttive.

Quello che so è che non ti fa onore vomitare sul resto del mondo il tuo disagio e il tuo sconforto. Non ci vuole un luminare della psicologia per capire che volendo impedire virtualmente a qualsiasi donna di abortire, cerchi disperatamente porre rimedio a quello che hai fatto in gioventù. Ma la verità è che il passato non si può cambiare, fattene una ragione.

Seriamente, smettila di renderti ridicolo. In una elezione politica hai presentato una lista che si chiama “Aborto? No, grazie!”; che senso ha? Probabilmente ti saresti aspettato di essere accolto da Berlusconi a braccia aperte, ma evidentemente quest’ultimo non aveva voglia di perdere le elezioni.
Perché non presentare quindi una lista “Tortura? Meglio di no”, una “Guerra? Aborro!”, “Recessione? Preferisco evitare”, “Eutanasia? Ci penserò sopra…”, “Caffè? Preferisco il tè!” e avanti così per un qualunque tema.

Quasi quasi ti preferivo come giornalista fazioso.

Post a Comment

Your email is never published nor shared.