Polluzioni Canine

dog condom

Cucina di casa mia, ore 10:00 circa.

Metto la caffettiera sul fuoco; infastidito dal metallico rumore dei camion che, indefessi, passano sull’unica buca della strada, accendo la televisione.

Happy Days!
Il cane di Fonzie è depresso, così chiamano una psicologa per cani, la quale spiega che il problema del quadrupede è la polluzione.

Polluzione!?
Il mio dizionario la definisce come:

eiaculazione involontaria che ha luogo durante il sonno
Che poi è l’unico significato della parola che conoscevo.

Mi rendo subito conto che è una grossolana traduzione di “pollution”, che vuol dire inquinamento, e mi faccio una risata.

Scoprirò successivamente che in effetti “polluzione” significa anche “inquinamento”, ma di fatto non viene mai usata con questa accezione nella lingua italiana. Questo riesce solo parzialmente a stemperare la mia ilarità. Rimane una traduzione infelice.

Non so

Tu:

lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so
lo so

La verità è che non sapevi un cazzo di niente.

Beneficia del dubbio.

Dubbio.

A volte può essere l’unica via d’uscita: la differenza tra la pubblica umiliazione e il privato dilemma.

Mi è oscuro il modo, ma il Sole ha il potere di tramutare le grandi idee in vergognose cazzate, di cambiare un “sono fiero di averlo fatto” in un “non posso credere di averlo fatto”, trasformare un poetico gesto in un puerile atto, passioni in ossessioni, speranze in illusioni, possibilità in utopistiche visioni, sentimenti in abitudini.

Se non si vuole passare una giornata sperando che la forza di gravità diventi improvvisamente propria alleata, che il vento decida di appoggiare la tua causa o che l’umidità milanese riesca a cancellare quel che è stato scritto, sarebbe bene non firmare le proprie brillanti imprese notturne.

peerla #4

Ernest Hemingway

“An intelligent man is sometimes forced to be drunk to spend time with his fools.”
– Ernest Hemingway

TU Resignation

Hi fellow TUs and archers,

~13 months have passed since my election, today I decided to step down.
I really enjoyed doing this job, it taught myself a lot and gave me the chance to give back something to this great community.

The first months I created hundreds (literally) of packages, I gave suggestions to AUR users how to improve their packaging skills and things like that.
Lately my enthusiasm dropped and slowly reached zero. When I receive an out of date notification instead of thinking “Cool, a new version of that app.”, I think “Oh, cr*p, I have to update and test that silly stuff”.
So, “It’s not funny anymore”™

Moreover, I’d like to spend more time studying and contributing to different projects.

Anyway, I’ll still use Arch, so you’ll probably read my mails now and then on the mailing lists 8)

Leopardo Spaziale

Cosa farebbe una persona normale sabato, alle due di notte, con tre o quattro medie in corpo?

Leopardo + Luna
Foto by Greg Cullen
Non ne ho idea, quello che so è che io ho installato Leopard sul mio fido MacBook :)

Se devo essere sincero non è andato come Jobs diceva, cioè: “Metti dentro il DVD e fatti a prendere un caffè”, ma solo perché a me piace fare casini con i SO che installo.

Infatti tempo addietro, sulla mia Tigre avevo tolto il journal al file system, visto che il supporto di HFS+ su GNU/Linux è penoso e il supporto R/W c’è solo per HFS+ SENZA journal :(

Ebbene, il Leopardo si lamentava di ciò e voleva piallare la partizione impunemente. Ripensandoci ora avrei potuto attivare il journal senza fare troppi danni, suppongo, ma ieri notte la cosa migliore mi sembrava fare un backup della home e installare piallando la partizione.

Ed è quello che ho fatto.

Finito il processo in maniera indolore, mi sono ritrovato un sistema operativo… semplicemente un paio di generazioni avanti a tutti gli altri come usabilità, coerenza, integrazione e consistenza.

Mi si è sputtanato il boot loader, quindi non posso loggarmi su Arch, ma la cosa “strana” è che non me ne frega nulla.

Al momento non mi viene in mente un motivo per cui dovrebbe servirmi un altro sistema operativo.

Musa Silente

Speranza

Ti guardo chinare il capo e schermirti dagli sguardi altrui con la candida mano

Una scura lacrima solca l’immacolato volto e i tuoi occhi incontrano i miei

L’immagine di quel momento è nitida nella mia mente come avvenisse ora: lo sguardo innocente, straziato da un dolore profondo, fuggevole come animale di bosco, vaga senza meta precisa.
Non cerca pietà, forse solo comprensione

Per un attimo mi smarrisco nel tuo viso, nel tuo supplizio, nel peggiore dei tormenti

Chiudo gli occhi e ti vedo gemere in silenzio, lanciare il più straziante degli urli muti, disperato

Vorrei farti del male per poi chiederti scusa, vorrei patire la tua stessa pena, vorrei tu mi odiassi

Oggi invece rimani la mia Musa Silente, personificazione della Sofferenza

Ingratitudine

Ogni tanto mi capita di odiare WordPress.
Oggi è uno di quei giorni.

WordPress ha questa “bellissima” abitudine di aggiungere un <br /> ogni volta che si va a capo nell’editor di “Write Post”.
In effetti sembrerebbe avere senso, ma di fatto non lo ha. Infatti ci si ritrova a scrivere righe di 300 o 400 caratteri perché in tutto un paragrafo non si può andare a capo, altrimenti verrebbe aggiunto un <br /> .

Insomma, rottura di coglioni, soprattutto per quelli come me che usano editor esterni, editor seri come Vim.

Soluzione:
Mi ha aiutato questo post in cui mi sono reso conto di non essere l’unico a soffrire questo comportamento.
Dal sito di Alex King ho scaricato il plugin “WP Unformatted”, che non fa altro che togliere la formattazione che aggiunge WordPress, di sua iniziativa.

L’unico inconveniente è che bisogna esplicitare in ogni post che si vuole usare quel plugin, quindi io l’ho modificato per usarlo in tutti i post, senza dover aggiungere nulla.

Questo ha praticamente mandato a puttane un buon 90% dei miei 64 post, dato che li ho sempre scritti con il culo. Tanto c’era WordPress che ci metteva una pezza :)

Non sto nemmeno a dirvi che ho dovuto editare tutti i post per renderli renderizzabili almeno decentemente.

Perché odio WordPress in questo momento? Perché non mi ha educato, mi ha reso la vita facile spingendomi ad essere pigro. E tutto questo si è rivalso su di me questa notte.

Aiutatemi solo quando ve lo chiedo, grazie.

E io che volevo solo una birra…

L’unico modo che ho per bere una birra decente è uscire di casa e farmi quasi una decina di km; di solito mi porto qualcosa da leggere. Mi capita abbastanza spesso di passare il sabato così, un po’ per indole, un po’ perché mi sono rotto di farmi “bidonare” ogni volta, rovinandomi così l’unica sera in cui posso uscire. Anche ieri. Mentre stavo degustando la “Super”, una di quelle birre artigianali che non sono sempre disponibili (ambrata, doppio malto, abbastanza dolce :) , leggendo “Cristo si è fermato a Eboli”, di Carlo Levi, ecco che si avvicina un solingo figuro, che esordisce con un “Che leggi fra’?”.

Dopo 5 minuti di comune conversazione, costui mi propone di andare a casa di un suo amico. Ci penso 10 secondi e acconsento. Non so bene perché. Arrivati sotto la casa dell’amico, il solingo figuro, che risponde al nome di D., fischia. Beh, ci prova, in realtá non è capace, però asserisce che il suo amico lo sente uguale; con mia grande sorpresa si apre una finestra al primo piano.

Il succitato amico si chiama F., vengo a sapere che è un folle che passa praticamente tutto il suo tempo libero creando musica elettronica, che fa con un paio di vecchi Mac, con improbabili programmi algoritmici e degli strani mixer dall’aspetto alieno. Non dissimile all’aspetto del proprietario del resto, che è alto circa 1.80cm, ma probabilmente pesa 40kg, metà dei quali sono dati dai capelli tipo afro. Ci mostra con orgoglio i chip che produce in catena di montaggio, per “tirare a campa’”, ci tiene a spiegarci cosa sono e a cosa servono, di fatto non l’ho capito.

Mi propongono di andare da qualche parte e io ancora una volta acconsento, questa volta senza titubanze. Sulla strada incontriamo A., insieme discutiamo di musica, di film improbabili, di diritto d’autore, legislazione sull’accesso abusivo e anche di open source. Tutto questo a bordo della “Negrantuno”, come viene ribattezzato l’autobus 91 da uno dei miei compagni, mezzo di trasporto noto per l’alta percentuale di utenza nordafricana. Alla fine mi azzardo a chiedere dove stiamo andando, scopro che la destinazione è un centro sociale in zona Navigli.

foto centro sociale
Foto del centro sociale, by dem666
Premetto che quando venivo additato come “comunista” o “leoncavallino” mi sono sempre difeso dicendo che non sono mai entrato in un centro sociale. L’hackmeeting si è svolto in un centro sociale, è vero, ma era solo un contenitore. Di fatto quindi, questa era la prima volta che entravo in un centro sociale. Lì incontriamo tre graziose donzelle, M., C. e S., birra a 2.50 euro, musica funk, gente veramente disponibile e amichevole, tutto abbastanza gradevole. Di solito quel tipo di musica mi “Funkagare”, ma dato l’ambiente l’ho accettata di buon grado e ho anche imparato ad apprezzarla.

La cosa più disarmante è stata la confidenza che si è subito formata tra me e gli altri, che formano un gruppo a quanto ho capito molto unito. Mi sono confidato con loro come probabilmente non avevo mai fatto con nessun altro sconosciuto e lo stesso hanno fatto loro, raccontandomi i dettagli più oscuri della vita. Finalmente qualcuno con cui parlare liberamente, senza pericolo di essere frainteso o giudicato.

Mi chiedo s’io non abbia sbagliato tutto nella vita.

Probabilmente sì.

FONtastico

Mentre “seguivo” la lezione di Istituzioni di Diritto, ho letto non so più da quale feed che Fon.com sta distribuendo il suo prodotto più famoso, la Fonera ad un prezzo ridicolo: ~5 euro + altri ~5 per le spese di spedizione.

La
            Fonera
Per chi non sapesse di cosa sto parlando, si tratta di un ambizioso progetto finalizzato a condividere la banda e dare connettività wifi a chiunque ne abbia bisogno (basta registrarsi su Fon.com)

A ben vedere è un progetto commerciale e i sorgenti del firmware della Fonera non sono pubblicamente accessibili, la qual cosa potrebbe apparire limitante; La Fonera, a dispetto del prezzo, è dotata di un hardware di tutto rispetto, il punto di forza è il chipset Atheros che permette di creare diverse sub-wlan (credo di aver appena inventato un neologismo :) , grazie al lavoro degli entusiasti (se non sbaglio sono in gran parte tedeschi) di OpenWRT si può sostituire il firmware “ufficiale” con il loro.

La Fontenna
All’ultimo Hackmeeting ho seguito il talk di alcuni ragazzi romani che hanno spiegato come installare il firmware OpenWRT nella Fonera, penso che queste informazioni mi torneranno utili :)

Sono comunque intenzionato a mantenere la Fonera tale, e non trasformarla in un router a mio esclusivo uso e consumo, questo per rispetto verso il progetto, che ritengo lodevole e per la società Fon che ci sta investendo (parecchi?) soldi.

Uh, dimenticavo di dire che con una spesa complessiva di 12 euro ho comprato sia la Fonera che la Fontenna, (un cazzillo che aumenta il range del segnale) pagando quindi la Fontenna solo due euro; sono abbastana soddisfatto dell’acquisto.

Ora devo solo aspettare 3 settimane…